Costruiamo un muro. È questa la strategia intrapresa dal Regno Unito per bloccare l’immigrazione. Dal febbraio 2003, a seguito degli accordi di Touquet firmati tra Francia e Regno Unito, queste due grandi potenze hanno iniziato una politica comune per controllare i flussi migratori. E ora, dopo che è stato concesso a poliziotti inglesi di operare sul suolo francese nei dintorni della città di Calais, è stato raggiunto l’accordo per la costruzione di un muro, completamente finanziato dal Regno Unito.

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Il 20 settembre 2016 i lavori per la costruzione del muro sono iniziati e in soli tre mesi conclusi. Un muro alto quattro metri e lungo un kilometro si è innalzato a poche centinaia di metri dalla Giungla, un campo profughi a nord della Francia, per contenere l’afflusso di migranti che vuole raggiungere il Regno Unito in fuga da guerra e povertà. Sono oltre diecimila i migranti che si trovavano nella Giungla in condizioni disumane; decine di loro ogni giorno, ancora oggi, dopo che la Giungla è stata “ufficialmente”smantellata, cercano di oltrepassare il confine rischiando la loro vita. Alcuni tentano di salire sui tir diretti a Dover, aprendo e chiudendo velocemente dietro di sé i portelloni oppure attaccandosi ai tubi di scappamento, con la speranza di imbarcarsi così sui traghetti, altri invece cercano di attraversare a piedi l’Eurotunnel che collega Francia e Inghilterra strisciando lungo le pareti con il rischio di essere investiti, mentre i più disperati si buttano in mare e iniziano a nuotare nelle correnti gelide della Manica con la speranza di raggiungere le coste opposte.

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La costruzione del Great Wall, così chiamato da politici e media, risponde a due principali esigenze del Regno Unito: innanzitutto fermare l’arrivo di clandestini sul suo territorio, o almeno farlo credere agli inglesi, e in secondo luogo migliorare la sicurezza del porto di Dover, già potenziata negli anni precedenti grazie agli accordi di Touquet. Il muro però ha tutte le carte in regola per diventare una costruzione inutile e antiproducente. Basta guardare infatti all’inefficienza delle barriere costruite in Ungheria e in Serbia, che hanno portato a più violenti scontri tra polizia e immigrati che vogliono oltrepassare il confine. Anzi, il Great Wall rappresenta un enorme motivo di vergogna per Calais, per la Francia e per l’intera Europa. Non opponendosi a questa costruzione, l’Europa si sta allontanando da quei valori fondatori quali la pace, la fraternità, la libertà e l’uguaglianza, gli stessi valori che la Francia in primis ha perseguito e difeso nel corso dei secoli anche attraverso la pubblicazione della Dichiarazione dei Diritti dell’Uomo. Il muro, infatti, rischia di nascondere, di mascherare il problema dell’immigrazione in Europa e di rendere invisibili gli immigrati. Essi vengono in questo modo privati della loro vita, della loro libertà, dell’uguaglianza davanti alla legge. Non vengono più considerati uomini. Non viene loro associata l’appartenenza a  nessuna comunità. Ma vengono trasformati in fantasmi.

Michelle Villa

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