Da anni in Italia si parla di una totale ridefinizione della scuola, senza però in realtà attuare cambiamenti importanti ed efficaci. Ci sono state varie riforme negli anni che non sono però riuscite a risolvere tutti i problemi, alcuni dei quali persistono tutt’oggi, tra cui il non funzionamento dei meccanismi che determinano la selezione e la retribuzione degli insegnanti. Viviamo nell’epoca della globalizzazione e perciò guardiamo alle realtà degli altri paesi per attingere idee e modificare il nostro quotidiano. E’ questo anche il caso dell’istruzione: i sistemi scolastici nei vari paesi europei hanno tra loro differenze sostanziali e per questo il nostro governo deve avere la capacità di riconoscere i modelli migliori e più adatti al nostro paese, per prenderne spunto e costruirne uno proprio. Scopriamo in che modo potrebbe migliorare la scuola italiana analizzando innanzitutto i risultati delle indagini OCSE-PISA, un test di valutazione internazionale degli apprendimenti in lettura, matematica e scienze, per vedere quali sono i sistemi educativi più efficaci del nostro continente.

La Finlandia, secondo gli ottimi risultati raggiunti nei test OCSE-PISA e nell’Educational Index pubblicato dall’ONU, si trova al vertice della classifica dei sistemi educativi, non solo in Europa ma in tutto il mondo. In questo paese la selezione del personale è molto severa: infatti non basta essere laureati, ma bisogna superare molti test e avere ottime valutazioni. Questo fa sì che la preparazione dei docenti sia molto alta. Ci troviamo di fronte ad un vero e proprio paradosso: gli studenti non vengono valutati, mentre gli insegnanti devono passare attraverso selezioni durissime. La scuola è divisa in due cicli: la primaria (obbligatoria) va dai 7 ai 16 anni; la secondaria (facoltativa) dura tre anni, dai 16 ai 19. Le classi sono poco numerose, fin da subito vengono insegnate due lingue straniere, dalle 4 alle 11 ore settimanali sono dedicate a materie artistiche e manuali, i compiti sono minimi. Questo approccio permette di seguire maggiormente i singoli studenti e di lasciare loro la possibilità di esprimersi e svagarsi.

L’Estonia si trova al secondo posto in Europa per i risultati conseguiti nei test OCSE-PISA. Anche in questo caso la scuola primaria (obbligatoria) va dai 7 ai 16 anni ed è seguita dalla scuola secondaria e dall’università (facoltative). Caratteristico è il metodo d’insegnamento ce valorizza le capacità e il pensiero critico dello studente, ed è basato sull’interdisciplinarietà, un approccio metodologico che integra le competenze di più materie, orientando lo studente sul versante critico e creativo piuttosto che su quello puramente conoscitivo.

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La Polonia è invece situata al terzo posto in Europa. Il sistema scolastico polacco è analogo a quello italiano tranne che per la scuola primaria, che termina a 12 anni con un esame, e il liceo e l’istituto tecnico, che durano rispettivamente tre e quattro anni. Viene perciò da chiedersi come mai il loro sistema funzioni al meglio mentre il nostro no. La possibile risposta sta nel fatto che in Polonia la scuola viene costantemente monitorata e vengono attuate continue riforme per migliorarla.

L’Inghilterra si trova al nono posto in Europa per i risultati nei test OCSE-PISA. Caratteristico del suo sistema scolastico è il fatto che le scuole possano dare premi, incentivi e gratifiche ai professori più bravi per trattenerli.

Infine c’è la Francia, il cui sistema educativo si basa su valori laici e l’istruzione è obbligatoria dai 6 ai 16 anni. Gli studi vengono quasi interamente finanziati dallo Stato, permettendo in questo modo a tutti di ricevere un’istruzione. L’orario varia dalle 27 alle 30 ore settimanali, le lezioni si svolgono sia al mattino che al pomeriggio e prevedono una pausa di tre ore. Non esistono i tre mesi di vacanza estiva come in Italia, ma ogni sei/sette settimane di scuola ci sono due settimane di vacanza. Inoltre le valutazioni vanno dall’1 al 20 e, come da noi, l’esame di maturità è espresso in centesimi.

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La scuola ideale forse non esiste, ma alcune caratteristiche delle scuole straniere potrebbero essere introdotte con successo nel nostro paese: la capacità e la prontezza che ha il sistema tedesco di inserire le nuove tecnologie nei programmi didattici (attraverso l’utilizzo quotidiano di internet su computer e tablet), l’organizzazione dell’anno scolastico della scuola francese e l’attenzione allo studio della lingua inglese delle scuole scandinave.

Laura Taiocchi

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