È dagli inizi degli anni Duemila che, in seguito ai risultati conseguiti nei  test PISA (Programma per la Valutazione Internazionale dell’Allievo), il sistema scolastico finlandese ha acquistato una grandissima notorietà, al punto da essere considerato un modello di “scuola perfetta” non solo a livello europeo ma anche mondiale. Il grande successo della scuola nordica è dovuto in primis al suo sistema fortemente decentralizzato: la gestione delle scuole è affidata agli enti locali e, in un territorio così vasto come quello della Finlandia, il Ministero dell’Istruzione centrale ha poche competenze. La maggior parte delle spese scolastiche sono coperte dalle istituzioni locali, che si appoggiano su tasse scolastiche richieste alle famiglie in base al loro reddito. In questo modo l’istruzione è  gratuita per tutti gli studenti, ai quali viene anche fornita gran parte del materiale didattico necessario.

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Ma, oltre a questo, quali sono gli elementi che rendono la scuola finlandese tanto diversa da quella italiana? Innanzitutto, le fasi della scuola italiana e finlandese differiscono tra loro. In Italia, infatti, l’istruzione si suddivide in tre cicli (scuola elementare, media e superiore) e la scuola dell’obbligo termina a 16 anni; già a 14 anni, in Italia, è possibile scegliere un indirizzo di studi specifico. In Finlandia la scuola è uguale per tutti e obbligatoria fino ai 16 anni, e si suddivide in scuola materna (la forskola, che accoglie i bambini fino ai 5 anni), scuola pre-elementare (la Forskoleklass, che viene frequentata a 6 anni), scuola dell’obbligo (la Grundskola, che deve essere frequentata dai 7 ai 16 anni) e, infine, scuola superiore, detta Gymanasieskola, che è facoltativa e dura fino ai 19 anni di età; una volta ottenuto il diploma superiore gli studenti, così come in Italia,  possono scegliere se continuare il loro percorso di studi frequentando un’università o lanciarsi direttamente nel mondo del lavoro.

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Un altro elemento grazie al quale l’istruzione finlandese si colloca ad un livello superiore rispetto a quella italiana è la rigorosa e selettiva scelta dei docenti: degli aspiranti docenti, infatti, solo il 10% circa viene assunto in una scuola in seguito a una lunga serie di esami con un elevato grado di difficoltà. Nel sistema scolastico italiano, invece, il solo possesso del titolo di studio è sufficiente affinché gli aspiranti docenti possano essere inclusi nelle graduatorie d’istituto di III fascia. All’elevata preparazione degli insegnanti, la cui assunzione è quindi più selettiva in Finlandia che in Italia, si affiancano l’insegnamento accurato di due lingue straniere fin dai primi anni di scuola- molto importanti per una prospettiva internazionale- e una quantità di compiti molto minore che in Italia, in modo che i giovani finlandesi abbiano tempo libero da dedicare alla lettura o allo studio di uno strumento musicale. Inoltre, dalle quattro alle undici ore settimanali sono dedicate a materie artistiche e manuali; gli studenti sono così incoraggiati ad essere più creativi e curiosi, senza che questo comprometta la loro preparazione scolastica. Per quanto riguarda test ed esami, gli studenti finlandesi hanno l’obbligo di svolgere alcuni test, la cui somministrazione è uno dei pochi compiti affidati all’Agenzia Nazionale per l’Educazione, quindi allo Stato. Gli studenti vengono giudicati secondo tre fasce di valutazione (sufficiente, buono e ottimo). Gli esami non sono numerosi, ma sono molto efficaci ed obiettivi, poiché non variano da scuola a scuola. Inoltre ogni studente, supportato dai professori, può decidere di svolgere gli esami (durante l’anno o di maturità) nel momento in cui si sente maggiormente preparato, così da riuscire ad ottenere i migliori risultati possibili.

 Di non secondaria importanza, infine, le classi poco numerose che permettono agli studenti di essere seguiti più accuratamente dai professori. Sembra quindi che gli elementi sopracitati facciano della scuola finlandese una scuola pressoché perfetta, che deve essere presa come punto di riferimento, e i dati ce lo dimostrano: ben il 92% degli studenti finlandesi arriva al termine del Ginnasio e ottiene un diploma (a differenza del 50% circa dei giovani italiani che terminano un percorso di studi superiori). Ma la modesta quantità di compiti a casa, l’accurata preparazione degli insegnanti, i pochi test e l’organizzazione decentralizzata delle istituzioni scolastiche sono davvero gli unici “segreti” di questo sistema scolastico, sufficienti a fare della scuola finlandese una delle migliori al mondo?

Bianca Rota

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