La scuola: un mondo per comprendere il mondo del futuro. Effettivamente la scuola è il luogo dove si formano gli uomini del domani, ma è organizzata secondo varie modalità in tutta l’Europa: vediamone alcune.

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Sebbene la scuola dell’obbligo copra quasi in tutta Europa la fascia d’età che va dai 6 ai 16 anni, i sistemi scolastici nei vari paesi europei presentano tra di loro differenze sostanziali dal punto di vista della durata dell’obbligo scolastico. Infatti, come dimostrano i numeri della banca dati Eurydice sui sistemi educativi europei, solo Belgio, Cipro, Lussemburgo, Malta, Paesi Bassi, Regno Unito e Ungheria impongono più di 10 anni di scuola obbligatoria. Particolare è il caso dell’Ungheria, dove l’obbligo scolastico inizia a soli 5 anni e si conclude a 18 per una durata complessiva di 13 anni. Al contrario, l’obbligo inferiore ai 10 anni interessa alcuni paesi europei tra i quali Austria, Bulgaria, Grecia, Portogallo, o ancora Danimarca, dove i ragazzi sono obbligati a seguire un corso di studi che duri almeno 9 anni. Sono molte le diversità organizzative che intercorrono tra un sistema e l’altro: programmi decisi a livello nazionale o locale, vacanze più o meno lunghe, classi con più o meno studenti, scuole più o meno diverse tra di loro e disuguali sistemi di ammissione all’università.

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I dati Eurydice mostrano come anche i calendari scolastici variano. Negli stati del nord (Danimarca, Finlandia, Svezia, Norvegia e Islanda) generalmente si incomincia tra la seconda metà e la fine del mese di agosto, mentre nel sud Europa la data d’inizio della scuola di solito cade nella seconda metà del mese di settembre (Grecia, Portogallo, Turchia e Italia). Anche le vacanze sono diversamente distribuite. Infatti, la pausa estiva va dalle 6 settimane di Danimarca, Germania e Regno Unito, alle 13 settimane di Italia, Lettonia, Lituania e Turchia. Merita senz’altro di essere sottolineato il modo in cui sono organizzate in Francia. Nel paese transalpino non ci sono i tre mesi di vacanza estiva come in Italia, ma ogni 6-7 settimane di scuola ci sono due settimane di vacanza per ottenere dagli alunni il massimo del rendimento. Inoltre, se in Italia è permessa la bocciatura, anche più volte, in molti paesi europei non è così. A partire dal Belgio, dove durante l’istruzione primaria è possibile ripetere l’anno solo due volte, si arriva ai casi dell’Estonia, dove è possibile far ripetere un anno solo in casi eccezionali o della Spagna, dove gli alunni possono ripetere l’anno una sola volta e solo alla fine di ciascuno dei tre ciclos, o ancora dei  Paesi Bassi e della Polonia, dove l’opzione di ripetere l’anno viene evitata il più possibile. Nonostante le profonde differenze tra uno e l’altro sistema , tutti gli stati europei hanno investito, e tutt’ora investono nell’istruzione dei giovani, in misura però differente (basta pensare all’Italia), affinché il nostro futuro non sia un punto interrogativo, ma il naturale passaggio dalla scuola al mondo del lavoro.

Chiara Dellera

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