È ormai da decenni che la particolare attenzione da parte dei Paesi nordici verso l’educazione del proprio popolo è nota al mondo, ma uno tra questi riesce comunque a svettare sugli altri: la Svezia. La scuola svedese trova il suo splendore non solo nell’alto livello dell’educazione offerta ai suoi cittadini fin dai primi anni d’età, ma anche nella libertà che concessa agli stessi alunni.


La prima nota di riguardo da parte dell’istituzione scolastica verso i suoi studenti si può riscontrare nell’orario scolastico: vige infatti la regola dell’insegnamento di solamente tre materie giornaliere in un arco di tempo che va dalle 8 di mattina alle 4 del pomeriggio, lasciando così una grande libertà agli studenti di vivere le lezioni e, soprattutto, la scuola con tutte le iniziative proposte ad ogni suo iscritto. L’anno scolastico è pressoché identico al nostro, se non fosse per una maggiore attenzione ai giorni di vacanza, che vengono ridistribuiti in maniera più equa in tutto il periodo scolastico. L’inizio delle lezioni cade nella seconda metà di agosto, solitamente attorno al 20, dopo una sospensione a causa delle vacanze estive che inizia la seconda settimana di giugno. Le vacanze coprono comunque un ruolo fondamentale durante i due semestri di lezione: oltre alle solite ed agognate “vacanze di natale”, gli studenti svedesi godono di due settimane di pausa scolastica nei mesi di Novembre e Febbraio, oltre a dieci giorni di pausa in occasione della Pasqua. 


La durata del percorso di studi è leggermente diversa da quella a cui siamo abituati in Italia, fin dalla scuola materna che ha una durata di 4 anni ed accoglie bambini che vanno dal primo anno d’età fino ai cinque per poi passare un anno in una scuola cosiddetta “Pre-elementare” la quale prepara i bambini ai nove anni della scuola dell’obbligo che li accompagnerà fino all’età di sedici anni con un percorso identico per tutti. Questo dà la possibilità ai bambini di creare dei legami davvero forti con i propri coetanei con cui trascorreranno tutto il periodo finale della loro infanzia fino ad arrivare al culmine della loro adolescenza, permettendo loro di aiutarsi l’un l’altro anche dopo la fine del percorso di studi. Da questo momento non si ha più l’obbligo legale di continuare a frequentare una scuola, ma ciò nonostante ben il 92% dei 16enni decide di proseguire il proprio sviluppo formativo con tre anni di “Ginnasio” propedeutici per l’ammissione universitaria. Il “Ginnasio” svedese è facilmente paragonabile alle nostre scuole superiori di secondo grado, in quanto presenta 16 programmi uguali per tutto lo stato di cui 14 propedeutici all’accettazione nel mondo del lavoro facilitata dall’impiego del 15% dell’anno scolastico con prove pratiche nei settori di competenza, e 2 percorsi in preparazione agli studi universitari. Quest’ultima comprende tre atenei nell’ultima top 100 stilata dal Times, che fa rientrare la Svezia tra la nazioni più prestigiose al mondo in cui proseguire i propri studi Universitari. Azione incentivata anche dalla totale mancanza di tasse per gli studenti Europei che decidono di frequentarne i corsi. 


La vera particolarità di questo sistema istituzionale non sta effettivamente nella suddivisione o nella durata delle varie scuole, ma nel vero e proprio decentramento del potere decisionale delle scuole, il quale passa dallo stato centrale ai singoli comuni. Infatti sono proprio le entità locali a gestire l’amministrazione degli istituti presenti nel territorio. Il Consiglio Comunale può decidere quanti fondi affidare alle singole scuole, con l’unico vincolo imposto dalla nazione di affidarne il 15% agli istituti che presentano una situazione di degrado sotto un qualsiasi punto di vista. Questo ne sottolinea ancora di più la particolare attenzione che lo stato vuole dare alle situazioni meno agiate che vengono a presentarsi nel proprio territorio: un esempio lampante è una scuola che si trova a Stoccolma, più precisamente la scuola presente nel quartiere con il maggior tasso d’immigrazione, che, grazie ai fondi affidati ogni anno a causa della sua condizione degradata, è diventata una delle scuole più prestigiose di tutta la nazione e nella quale trovano impiego i migliori professori di tutta la capitale Svedese. L’impegno da parte dello stato non finisce certamente qui: la scuola in Svezia è quasi del tutto gratuita sia per quanto riguarda il periodo dell’obbligo che per quanto riguarda l’università. Le spese studentesche sono completamente pagate dallo stato e l’acquisto di tutto il materiale necessario agli studenti per poter portare a compimento l’anno scolastico in tutte le sue attività viene effettuato dai singoli istituti. Questa sorta di “rimborso spese” viene poi tramutato in una vera e propria retribuzione una volta raggiunta l’università, in quanto il governo ragguaglia settimanalmente le tasche di tutti i suoi universitari con ben 200 euro, di cui 70 a fondo perduto ed i rimanenti 130 come prestito da restituire una volta terminati gli studi.

Paolo Sassi

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