Per i giovani l’Europa, così com’è, non va. Dagli intervistati emerge la richiesta di un’Europa che, con solide radici nei suoi valori fondanti, sappia creare benessere sociale e opportunità per tutti. Un’Europa a cui dare nuovo slancio, maggiormente inclusiva e più attenta ai cittadini che ai parametri di stabilità. Il progetto europeo però, al momento, sembra non funzionare, almeno secondo i giovani. Il 58% degli interpellati concorda con l’affermazione che l’Unione Europea appaia un esperimento sostanzialmente fallito. Uno su quattro boccia l’UE senza appello ma molti sono i dubbiosi: il 35% degli intervistati si dichiara “Abbastanza d’accordo” con l’affermazione che vuole quello europeo come un esperimento fallimentare. Esistono però forti differenze sociali e per titolo di studio nella distribuzione delle risposte al quesito precedente. Circa due giovani su tre tra chi ha un diploma professionale concorda con il quesito, invece meno della metà tra i laureati si vedono d’accordo con tale affermazione. Se prevale la bocciatura e l’insoddisfazione su come l’idea di Europa unita sia stata realizzata sinora, la maggioranza degli intervistati auspica un rilancio e vedrebbe positivamente un’evoluzione del progetto europeo che porti alla creazione degli Stati Uniti d’Europa. È però anche vero che la scarsa fiducia su chi governa l’Europa e la constatazione delle divisioni tra i suoi Paesi, rese ancora più evidenti dalla reazione alla crisi economica e dalla difesa di interessi di parte, porta una buona metà dei giovani (49% dei maschi e 54% delle femmine) ad essere pessimisti sull’effettiva possibilità della nascita in futuro degli Stati Uniti d’Europa. In ogni caso, solo il 15% degli intervistati è del tutto convinto che il processo di integrazione europea non possa avere alcun futuro. Se nei giovani esiste la visione e il desiderio di un processo europeo che arrivi a piena realizzazione, prevale attualmente un giudizio negativo sull’attuale guida, non considerata all’altezza delle sfide che l’Europa ha davanti. La responsabilità di un esperimento che una larga parte dei giovani europei considera fallito, viene soprattutto attribuita all’inadeguatezza delle istituzioni politiche, a sottolineare la sfiducia largamente diffusa verso il ceto dirigente di molti Paesi del mondo.

William Zeni

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