Austria, il 24 Aprile si svolgono le elezioni  presidenziali. Al primo turno vengono eliminati Andreas Kohl, partito popolare, e Rudolf Hundstorfer, socialdemocratico. Al ballottaggio del 22 Maggio si sfidano il verde Alexander Van Der Bellen, del partito ecologista di sinistra, e Norbert Hofer del FPÖ, il partito conservatore di estrema destra. Contrariamente al primo turno, si riscontra la vittoria dei Verdi, seppur per pochi voti, contro il candidato Hofer. Si verificano però numerose irregolarità negli scrutini, a causa di colla difettosa, che inducono il governo ad annullare il ballottaggio e rimandarlo in tutta l’Austria al 4 Dicembre. Inizia così “la più lunga campagna elettorale della storia austriaca dal dopoguerra”, simile a quella americana, che suscita particolarmente le attenzioni mediatiche per l’elezione. Contro le aspettative dell’onda nazionalista e populista dilagata in Europa, che vedeva un Hofer in netto vantaggio al primo turno e una nuova vittoria quasi assicurata, Van Der Bellen riceve il 53,3% dei voti contro il 46,7% di quelli per Hofer.

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Sicuramente una dura sconfitta per i conservatori, che già si aspettavano una nuova vittoria a seguito di quella in America con l’elezione di Trump e in Inghilterra con la Brexit. Marine Le Pen, leader del Fronte Nazionale, partito di estrema destra francese, esprime il suo dispiacere sul risultato delle elezioni affermando però su Twitter che la sconfitta di Hofer non è per loro una reale sconfitta, ma solo il rinvio della vittoria dei conservatori. La reazione pubblica di Hofer e del FPÖ si dimostra comunque piuttosto diplomatica, seppur amara; il candidato non chiede il riconteggio dei voti e si presenta negli studi televisivi austriaci per stringere la mano all’avversario e complimentarsi. Afferma comunque rammarico per la mancata vittoria sostenendo ancora la sua intenzione di prendersi cura dell’Austria, senza però accusare Van Der Bellen. Il leader FPÖ Heinz Christian Strache afferma in diretta “è giusto rispettare un voto democratico”, nonostante in seguito alluda al fatto che Hofer sia stato vittima di una campagna contro la sua persona.
Più serena è stata invece la reazione degli anti-nazionalisti. Paolo Gentiloni dichiara su Twitter il suo sollievo per la vittoria dei verdi e il fallimento del FPÖ con la sua corrente populista e conservatrice. Altri sostenitori di Van Der Bellen, tra i quali Martin Schulz, presidente del Parlamento europeo, si congratulano apertamente con il neo presidente austriaco confermando il compiacimento per la notizia.

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“Voglio un’Austria europeista e impegnata per i vecchi valori di libertà, uguaglianza e solidarietà” afferma Van Der Bellen: il suo programma punta ad un’Austria filo europea. I suoi propositi si oppongono completamente all’ipotesi proposta da Hofer di una Öxit, l’uscita dell’Austria dall’Unione Europea sulla linea dell’Inghilterra, tanto agognata dai nazionalisti.

Milo Crawford

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