Se vi dicessi che in realtà la Finlandia non esiste, cosa ne pensereste? E cosa fareste se vi dicessi che in realtà lo spazio continentale occupato dal Paese nordico non è altro che una porzione del mar Baltico? Con tutta probabilità non ci credereste e mi dareste del pazzo, dopo aver chiuso e gettato via la copia di Quinto Piano che avete tra le mani. Vi prego però di non farlo e di arrivare fino alla fine dell’articolo prima di giudicare la mia sanità mentale, perché ora vi esporrò tutte le prove secondo le quali la Finlandia non esiste. Facciamo un salto indietro di 70 anni, catapultandoci nella seconda metà degli anni ’40, ovvero all’incirca all’inizio della Guerra Fredda. Durante il cinquantennio di gelo tra gli Stati Uniti e l’URSS numerosi furono i cambiamenti nei confini nazionali, soprattutto sul continente europeo, e tra i nuovi stati originatisi dall’Unione delle Repubbliche Socialiste Sovietiche ci fu anche la Finlandia. Come se non bastasse, la Guerra Fredda fu anche quel periodo durante il quale nacque l’ambientalismo moderno, ovvero la consapevolezza del bisogno di preservare la Terra così com’è. Ed è proprio per questo che due grandi potenze mondiali iniziarono a lavorare insieme a qualcosa di super-segreto: stiamo parlando della Russia e del Giappone, che da sempre hanno rapporti traballanti e segretissimi, soprattutto riguardanti la divisione delle acque comuni. E da degli accordi risalenti al ’25 si evince che – senza apparente spiegazione – la Russia stava cedendo buona parte del suo pescato al Giappone. Tali accordi vennero portati avanti fino alla caduta dell’URSS, tanto che l’ultimo presidente dell’Unione, Michail Gorbacev, si congratulò più volte con il Paese del Sol Levante per via degli splendidi rapporti che le due potenze hanno mantenuto per quasi un secolo. E qui sorge il primo interrogativo: Com’è possibile che due Paesi nemici nella Seconda Guerra Mondiale avessero mantenuto rapporti così produttivi e pacifici, e soprattutto com’è possibile che, data la loro vicinanza, non fossero mai entrati in conflitto l’uno con l’altro? Com’è possibile che durante la Guerra Fredda, periodo in cui la Russia riuscì nell’arduo compito di inimicarsi quasi tutto il resto del mondo, i suoi rapporti col Giappone fossero addirittura migliorati? Semplice: i due Paesi avevano (ed hanno tuttora) un segreto in comune, e questo segreto è proprio la Finlandia. In pratica la Finlandia sarebbe un Paese inesistente, creato ad hoc dalle due potenze per permettere al Giappone di pescare nelle acque tra la Svezia e la Russia senza doversi preoccupare del proprio impatto ambientale sulla fauna marina (perché lì il mare non ci dovrebbe proprio essere), per poi trasportare il pescato dalla Russia al Giappone utilizzando la transiberiana (costruita proprio per permettere il trasporto del pesce) ed importando il tutto sotto il nome di prodotti della famosa azienda finlandese “Nokia”, di cui, guardacaso, il Giappone è il primo importatore mondiale.

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Ovviamente le domande che sorgono durante la lettura sono tante, ma chi si è occupato di stendere la teoria ha anche fornito le risposte ai quesiti più importanti. Per esempio qualcuno potrebbe domandarsi se i finlandesi esistano davvero e se sappiano di vivere in un Paese inesistente, e la risposta a questa domande è che queste persone sono tutte vive e vegete ma in realtà abitano in Svezia, con la convinzione di vivere in una zona del continente europeo leggermente diversa da quella in cui effettivamente risiedono. In più i tratti somatici dei “nativi finlandesi” sono molto più simili a quelli delle popolazioni asiatiche che a quelli dei popoli del Nord Europa, segno proprio della presenza giapponese sul territorio. La Finlandia è poi composta per il 90% da terreni non colonizzati, ghiacciati e boschivi, perciò far credere alla popolazione di vivere in un posto simile è stato facile: la stessa città di Helsinki esiste, e si trova all’estremo est della Svezia. Qualcuno poi potrebbe domandarsi se gli altri Paesi del mondo sappiano di questa enorme cospirazione giappo-russa, e la risposta è sì, lo sanno bene. In origine le potenze occidentali hanno “coperto” URSS e Sol Levante in segno di distensione durante la Guerra Fredda, mentre oggi la Finlandia viene usata come Placeholder, come Paese perfetto a cui ogni altro Stato dovrebbe aspirare, data la sua ricchezza economica, lavorativa e sociale. Ed è per questo che la crescita del benessere finlandese si è verificata di colpo negli ultimi 30 anni. Inoltre, i governi mondiali si sono spesso impegnati per mantenere segreta l’inesistenza della Finlandia, manipolando immagini satellitari ed utilizzando le coordinati GPS di Estonia, Lettonia, Lituania e di quel pezzettino di Russia distaccato dalla madrepatria per fingere l’esistenza della Finlandia anche sui navigatori satellitari.

E se qualcuno scoprisse la cospirazione? Semplice: nessuno gli crederebbe. Sarebbe una teoria che, pur reggendosi in piedi, non verrebbe mai accettata unanimemente. Guardate, siete arrivati in fondo all’articolo ridendo: non avete creduto a ciò che ho scritto, così come hanno fatto moltissime persone con chiunque altro abbia riportato a galla la teoria. Ecco come la cospirazione finlandese si tiene in piedi.

Ovviamente, in conclusione, vi devo dire che la teoria è falsa, e che neanche chi l’ha riportata su internet, sui giornali e sulle pagine di Quinto Piano vi crede realmente: la “cospirazione finlandese” viene spesso utilizzata per verificare se una persona sia disposta a credere ad una bufala ben scritta ed apparentemente dotata di fondamenta logiche. Dite la verità, anche voi per un attimo ci avete creduto.

Brian Arnoldi

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