Il riferimento giuridico in materia di giovani in Italia è la Costituzione,precisamente nell’articolo 31 (II° comma)”La Repubblica protegge la maternità, l’infanzia, la gioventù”. Però in Italia sono le Regioni che devono assumersi un ruolo importante in questa materia. In aggiunta alla Costituzione esiste un altro documento che riconosce ai giovani molti diritti ed è lo “Statuto dei diritti delle studentesse e degli studenti”, inoltre nel corso degli anni sono stati redatti dei testi legislativi. Possiamo osservare questo tema da un punto di vista più ampio quello dell’Unione Europea, dato che apparteniamo a uno stato membro. La tutela dei diritti dei minori e dei giovani è molto importante in Europa e dal punto di vista giuridico infatti  possiamo trovare all’interno dei documenti generali di definizione dei diritti dell’uomo e del cittadino uno specifico per giovani e minori.

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La Costituzione Europea firmata a Roma il 29 ottobre 2004 esplicita che “l’Unione ha competenza per svolgere azioni di sostegno, di coordinamento o di complemento, anche nei settori inerenti istruzione, gioventù, sport e formazione professionale”(Sezione 5 Articolo III-282) “L’Unione contribuisce allo sviluppo di un’istruzione di qualità incentivando la cooperazione tra Stati membri e, se necessario, sostenendone e completandone l’azione. Rispetta pienamente la responsabilità degli Stati membri per quanto riguarda il contenuto dell’insegnamento e l’organizzazione del sistema di istruzione, come pure le diversità culturali e linguistiche. L’Unione contribuisce alla promozione dei profili europei dello sport, tenendo conto delle sue specificità, delle sue strutture fondate sul volontariato e della sua funzione sociale e educativa. L’azione dell’Unione e` intesa:

  1. a sviluppare la dimensione europea dell’istruzione, in particolare mediante l’apprendimento e la diffusione delle lingue degli Stati membri;
  2. a favorire la mobilità degli studenti e degli insegnanti, promuovendo tra l’altro il riconoscimento accademico dei diplomi e dei periodi di studio;
  3. a promuovere la cooperazione tra gli istituti di insegnamento;
  4. a sviluppare lo scambio di informazioni e di esperienze sui problemi comuni dei sistemi di istruzione degli Stati membri;
  5. a favorire lo sviluppo degli scambi di giovani e di animatori di attività socioeducative e a incoraggiare la partecipazione dei giovani alla vita democratica dell’Europa;
  6. a incoraggiare lo sviluppo dell’istruzione a distanza;
  7. a sviluppare la dimensione europea dello sport, promuovendo l’imparzialità e l’apertura nelle competizioni sportive e la cooperazione tra gli organismi responsabili dello sport e proteggendo l’integrità fisica e morale degli sportivi, in particolare dei giovani sportivi.

(…)

–  a stimolare la cooperazione in materia di formazione tra istituti di insegnamento o di formazione professionale e imprese;                                                                                                           –  a sviluppare lo scambio di informazioni e di esperienze sui problemi comuni dei sistemi di formazione degli Stati membri.”

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Inoltre esiste un Consiglio “Istruzione, gioventù, cultura e sport” composto dai ministri responsabili dell’istruzione, della cultura, della gioventù, dei media, della comunicazione e dello sport di tutti gli Stati membri dell’UE e vi partecipa anche un rappresentante della Commissione europea. Esso si riunisce tre o quattro volte all’anno e prevalentemente adotta misure di incentivazione, approva iniziative quali ad esempio Erasmus Plus o Europa creativa in alcuni casi il Consiglio può anche adottare atti legislativi, ad esempio, in materia di audiovisivo e di reciproco riconoscimento dei diplomi. In materia di istruzione, gioventù, cultura e sport le azioni dell’UE preservano il patrimonio culturale europeo a sostegno del settore culturale e creativo. La consapevolezza dei nostri diritti deve essere alla base di ogni giovane cittadino europeo per ottenere un futuro sia all’interno del proprio paese che nell’UE.

Alessia Tresoldi

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