Le tifoserie sono un fattore fondamentale, presente in tutti gli sport; in Europa, il calcio, è lo sport più seguito ed amato, perciò è anche quello in cui il tifo è maggiormente sentito. Nei diversi stati europei si parlano lingue differenti, ma, una volta che i tifosi entrano negli stadi, all’improvviso iniziano a parlare la stessa lingua, “la lingua del calcio”. Molte persone vedono gli stadi come luoghi esclusivamente pericolosi, ma nella maggior parte dei casi, dove il tifo rimane “pulito” e ben organizzato per sostenere la propria squadra, gli stadi non sono affatto come si pensa, ma sono un vero e proprio teatro in cui vengono presentati due spettacoli contemporaneamente, quello in campo, da parte dei giocatori, e quello sugli spalti, dove i tifosi sostengono a tal punto la propria squadra con cori e scenografie, da diventare il “dodicesimo” uomo in campo. Purtroppo, però, sono sempre esistiti e sempre esisteranno, quelle persone che non si possono definire tifosi, che seguono la loro squadra per creare disastri sia dentro che fuori lo stadio, ai tifosi avversari e alle città dove vanno in trasferta.

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A giorno d’oggi tutti dicono che il tifo nel calcio inglese è il più corretto e pulito, senza sapere che nella seconda metà del Novecento era probabilmente il più violento, con i cosiddetti Hooligans, parola che deriva dal termine Hooley’s gang, una banda di giovani di origine irlandese che commettevano violenze nelle zone londinesi. Gli Hooligans hanno provocato le principali tragedie nel mondo del calcio, il disastro maggiore del calcio mondiale è avvenuto all’Hillsborough di Sheffield nel 1989 dove si scontrano tifosi di Liverpool e Nottingham Forrest, causando novantasei vittime. Un’altra famosa strage fu nel 1985 a Bruxelles nello stadio Heysel dove morirono trentanove tifosi juventini assaliti dai tifosi del Liverpool, prima della finale di coppa dei campioni. Ora in Inghilterra sono state Adottate misure di sicurezza drastiche dentro gli stadi, rendendoli i più affascinanti d’Europa, ma gli scontri continuano ad avvenire fuori da essi. Senza andare troppo indietro nel tempo, nel 2014 in Spagna, i tifosi dell’Atletico Madrid picchiarono e gettarono in un fiume un tifoso della squadra avversaria, causandone la morte. In Italia è tristemente famosa la morte di Ciro Esposito prima della finale di coppa Italia e, sempre in Italia, nel febbraio 2015 gli ultras del Feyenoord che devastarono piazza di Spagna. In Francia nel 2010 è stato assassinato un tifoso del PSG da una tifoseria rivale e nonostante la lega calcio francese ha adottato misure drastiche negli stadi, gli scontri avvengono prima e dopo le partite, così come in Inghilterra. Anche in Germania i tifosi sono molto violenti, ma, nonostante il sistema tedesco sembra funzionare, non mancano, come in tutti gli altri stadi, striscioni offensivi e razzisti e bombe carta, in Germania per contenere queste violenze, i club tedeschi dialogano direttamente coi tifosi. Questi sono solo i principali campionati europei, ma le violenze non mancano anche nei campionati minori, per esempio Serbia, Turchia e Scozia, i primi due stati hanno rivalità principalmente politiche, mentre gli scozzesi si scontrano per motivi religiosi.

HOOLIGANS-1.jpgQuesti fatti sono la dimostrazione che ovunque esistono persone che rovinano il calcio e queste non possono essere considerate tifosi, e, nonostante si prendano provvedimenti questi se vogliono commettono stragi, fanno “casini” e non portano rispetto agli avversari con frasi offensive o razziste e penso non si potranno mai fermare, perché anche se non si fanno entrare negli stadi, fuori da essi saranno ancora più violenti. Fortunatamente queste persone sono solo la minoranza, i tifosi veri esistono e senza di essi il calcio non avrebbe quella magia che i tifosi riescono a creare.

Matteo Bonetti

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