Tutti i giorni sentiamo parlare di Unione Europea e più o meno sappiamo perché esiste, di cosa si occupa e quali sono i suoi pro e i suoi contro, argomento che infiamma ogni discussione politica. Ma come funziona? Come viene amministrata? Quali sono realmente le sue competenze? Cosa si può migliorare? Come ogni organizzazione è composta da varie istituzioni e consigli.

Le fondamenta

L’organo fondamentale dell’Unione è il Parlamento Europeo che è eletto e rappresenta il popolo. Svolge un ruolo di controllo sugli altri organi e condivide il potere legislativo con il Consiglio dell’Unione Europea. Quest’ultimo è composto da un ministro per ogni stato membro che cambia a seconda del tema. Ad esempio per il 16 Gennaio è prevista la riunione “Affari Esteri” e come rappresentante italiano parteciperà Angelino Alfano in quanto ministro degli Esteri. L’organo di cui sentiamo parlare più spesso è invece la Commissione, composta da un commissario per ogni paese avente un diverso incarico. Il commissario italiano è Federica Mogherini, addetta alla politica estera. A differenza del Parlamento che rappresenta il popolo e del Consiglio che rappresenta gli Stati la Commissione è definita come organo “di individui”, ovvero indipendente dai paesi membri e garante degli interessi comunitari.

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Chi scrive le leggi?

Il processo legislativo inizia da questo organo. Una proposta di legge può partire da cittadini, governi, altre istituzioni europee ma anche dagli stessi Parlamento e Consiglio. La Commissione è incaricata di elaborare la proposta consultando tecnici e specialisti. Una volta redatta viene inoltrata a Parlamento e Consiglio che possono approvarla, modificarla o respingerla similmente a quanto avviene in Italia tra Camera e Senato. La Commissione può anche dare istruzioni, pareri e raccomandazioni agli Stati membri. Ad esempio a Settembre ha criticato le finanze italiane ma ha apprezzato lo sforzo del paese nell’accoglienza dei rifugiati.

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Gli altri organi dell’UE

La creatività nella scelta dei nomi delle istituzioni non è sicuramente un punto forte dell’UE! oltre ai tre organi principali (Parlamento, Consiglio dell’UE e Commissione) ve n’è un quarto che si chiama Consiglio Europeo, è formato dai capi di stato o di governo e definisce le priorità e gli orientamenti politici generali. Per aggiungere la ciliegina sulla torta bisognerebbe citare anche il Consiglio d’Europa: assemblea formata da quasi tutti gli Stati europei (Russia compresa) che però non fa parte dell’Unione. Seguono poi numerose istituzioni e organi consultivi. Le istituzioni più importanti sono la Corte di Giustizia, la Corte dei conti e la Banca Centrale Europea, incaricata di regolare la politica monetaria dell’area Euro.

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L’economia: cardine dell’UE

L’Unione Europea nacque nel 1957 per garantire un mercato comune senza barriere doganali. Più recentemente ha assunto anche un ruolo di controllo dei bilanci degli Stati membri, compito molto criticato da cittadini e governi, basti pensare che uno dei parametri fissati dal trattato di Maastricht impone un rapporto tra debito pubblico e PIL inferiore al 60%. Senza scendere nei dettagli del trattato è importante notare che quasi nessun paese riesce a rispettare questo parametro. Nell’area euro solo Slovacchia, Finlandia, Lussemburgo ed Estonia ci riescono. L’ultimo tassello dell’unione economica è stata l’introduzione della moneta unica, alla quale molti cittadini al giorno d’oggi si oppongono. È molto difficile stabilire se è bene abbandonarla o se sarebbe stato meglio non adottarla. Di certo che i paesi europei hanno economie molto eterogenee e di conseguenza la moneta unica presenta diversi problemi. Ad esempio se la Lira fosse ancora in un uso sarebbe più debole dell’euro (o del marco tedesco) e di conseguenza favorirebbe le esportazioni italiane.

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Crescita economica e Agricoltura: punti salienti del bilancio europea

L’Unione Europea spende gran parte delle sue risorse (46%) per l’occupazione, la crescita e la coesione economica. Le entrate dell’UE, circa 150 miliardi di euro annui, sono costituite da IVA, contributi degli Stati membri in base alla loro ricchezza e dazi doganali. La seconda voce di spesa è data dall’agricoltura per la quale vengono investite il 41% delle risorse. Questa spesa così alta è dovuta alla limitatissima competitività agricola Europea rispetto ad Asia e Stati Uniti. L’Unione ha quindi da sempre l’obiettivo di tutelare le produzioni nostrane da quelle estere. Anche la Politica Agricola Comune non è esente da critiche poiché troppo costosa e molto spesso inadatta alle esigenze di ogni singolo stato.

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Il resto del bilancio

Le rimanenti risorse sono ripartite in politica estera (7%) e amministrazione (6%). Quest’ultima in particolare costa circa 9 miliardi annui. Uno dei principali problemi è il multilinguismo: per preservarlo e tenere al pari livello tutte le lingue europee viene speso più di un miliardo di euro. Poiché i rappresentanti e i funzionari provengono da zone molto lontane è anche elevato il costo delle indennità ed è considerato uno spreco il fatto che molte istituzioni abbiano due sedi (il Parlamento addirittura tre).

Romeo Carrara

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